venerdì 18 agosto 2017

Donna di molte parole
Mi hai sfiorata appena
E sai già di me
Più di quanto non dovessi
Colpa del voler afferrare tutto
Succhiare dai margini, dicevano
Dai margini della vita.

Tu
4 notti dormite insieme
Nulla
Nulla da non poter dimenticare

In utero
I giorni non vissuti
E lo sperimentare nuove sinergie

In sospeso

Quegli "avremmo"
Che non abbiamo

Mi piace poter credere
che gli embrioni crescano anche senza cibo

Che le rose che devono
Fioriscano

Eppure abituata sono
A tristi rese e nostalgie
Che spezzano il fiato
E tolgono il sorriso
Il mio

Vado sempre fino in fondo
Ma in fondo nessuno mi fa mai veramente arrivare

giovedì 17 agosto 2017

Cuochetto padovano, amico, fratello, e per ultimo amore...mi manchi.
Sei tornato nella mente così, senza motivo.

Ma la mattina, appena sveglia, non sei più tu il mio primo pensiero.

Ti rivedrò?

Post semi-serio di una notte di mezza estate

Ok dai...
Cerchiamo di essere obiettivi.
Ma chi? Ci sono solo io qui e quindi... "cerco di essere obiettiva".

Tu stai fuori.
Io, peggio di te.

Boicottatori sapienti, autosabotatori esperti, distruttori supremi di accennate, timide felicità.

Della felicità non sappiamo che farcene.

Meglio, inquieti, a farci compagnia in silenzio, intontiti davanti a un pallino verde con cornetta bianca disegnata sopra.

Mi vado a prendere qualche mandorla, che fanno bene e ho fame.

Eccomi.
Per dire che?
Che tu stavi per vomitare ed io ti son rimasta accanto.
Forse tu non volevi, ma io pensavo di sì, e son rimasta.

Ma quando io son caduta nell'assillaggine (la malattia degli ansiosi), allora via tutti i "sei speciale"; fuga grossa dei "sei perfetta"; in volo i "non hai niente che non va".

A tesò...io mica c'ho la sveglia al collo!(per citare un parente prossimo)

Tutti sti complimenti non richiesti non valgono un cazzo, come i regali quando non è né Natale né il compleanno.
E pure i miei sdolcinati apprezzamenti, innaturali come lo zucchero nel sugo (che pure qualche coraggioso aggiunge), non sono serviti ad altro che a stancare me quando li dicevo, e anche te, povero tesoro.

Però c'è anche un'altra cosa innaturale qui: piacersi, baciarsi, abbracciarsi (e tutto ciò guardandosi ben dritto negli occhi), scherzare e stare bene, e poi passare in 1 secondo all'altro estremo...sparire.

È come piantare il basilico e appena nasce la prima fogliolina striminzita, sradicare tutta la radice, perché non profumava abbastanza.

Tie'...che cazzo de metafore che me vengono a quest'ora

mercoledì 16 agosto 2017

Un magone tremendo.
Se leggo cosa ho scritto qui il 15 Marzo 2017 mi vengono i bbbbbrividi.
Parlavo (parlava, D'Avenia) di 2 infiniti feriti.
Forse era una premonizione.
Feriti, lo siamo.
Infinito, tu lo sei.
E anche io, penso.

Rivoglio l'anello!
E i tuoi: "Posso chiamarti?"
Non era mai successo per 2 volte di fila...MA.
Ma, sì ...stasera ennesima conferma:
sono inciampata, a 38 anni suonati, nella  fase del "Oh mio Dio, com'è carino quel ragazzo timido lì nell'angolino"

La fase del:"Se è così timido sarà anche tanto carino e gentile"

Sì...credice. 
Però, dai...mo' che lo sai, te prego, credice un po' de meno

martedì 15 agosto 2017

Il medico pietoso fa la piaga dolorosa?
Ma vaffanculo, va'!
Ma in fondo...cos'era che mi è piaciuto di te, se non il fatto di aver capito
che ti piacevo?
Prima di piacerti, tu non mi piacevi affatto.
 Incredibile.
Avevo anche scritto a Sara, dal campeggio:
"A Sa', qua c'è uno che me sa che me batte i pezzi, ma a me non me piace"...

Le ultime parole famose.

Adesso sto cercando di rispolverare, uno per uno, tutti i piccoli motivi per cui non mi piacevi neanche un po' (a parte i capelli).

Minchia, ho l'Alzheimer mi sa.

sabato 12 agosto 2017

12/08/2014

Caro zio, 3 anni fa, a quest'ora, ero in gita sul Monte Rosa con 2 delle tue sorelle...alle 14 circa sei sceso lì sotto, non so perché...lo abbiamo saputo solo la sera...
Mia madre ha preso la macchina e ha guidato tra le lacrime, tutta la notte...

Oggi sono in campagna...chissà perché sono sempre in mezzo alla natura in questo giorno...forse così mi sento più vicina a te...
Sono insieme a tua mamma, a tua sorella, e all'albero dal quale coglievi le ciliegie, anche le più alte, dove adesso non ci arriva più nessuno...
Ti voglio bene zio.

Qui nel verde provo a immaginarti e cerco di stare serena, di avere speranza.

Sento ancora la tua risata, e quella tua voce un po' strana...
Non so cosa dire...
Spero tu stia bene.
Tua nipote.

venerdì 11 agosto 2017

Signora sul treno per Oriolo, rivolta a un'amica: "Oggi ho i coglioni così tanto girati che si vede l'etichetta!"

Credo sia una scrittrice.
Vorrei parlarci, ma devo scendere.

Distrazioni

Mi lamentavo e mi lamento, negli ultimi mesi, perché vorrei uscire tutte le sere (sono disoccupata, quindi, anche se senza bere o mangiare, solo passeggiando come una vecchia in mezzo ai giovani, posso farlo) ma la gente normale e con essa la maggior parte dei miei amici, si é sposata, ha figli, é chiusa in casa tra pappette e pannolini...

Il 5 Agosto ero triste, per motivi, diciamo, sentimentali, o per meglio dire, per una profonda delusione: ero di nuovo, tanto delusa da me.

Avevo bisogno di svagarmi.
Sola a casa, con un brutto silenzio riempito solo dalla musica, la mia amica di sempre...riempitrice di vuoti, dispensatrice di pace e gioia.

Sono iniziati a rispuntare, senza che io li cercassi, gli amici di sempre, come se avessere sentito il richiamo del mio dolore, e fossero istintivamente corsi in mio soccorso...senza sapere, però.

Il 5 sera mi telefona mio cugino e chiede se può passare a cena con Fabio e la sua ragazza polacca, e che avrebbe portato tutto Fabio, e avrebbe anche cucinato...
Comunque, non avrei avuto forza né voglia di farlo...
Così eccoci: io, Davide, Marlene, Fabio e la polacca, a bere vino (io con moderazione) e a mangiare un riso coi gamberetti, speziatissimo,  che manco al ristorante...
Fabio poi ha lavato anche i piatti.

A volte non serve dire "ti voglio bene", anzi, ora che ci penso, io non ho mai detto questa frase, a voce, a NESSUNO dei miei amici, e nemmeno ai miei genitori.

Mi chiedo perché, in maniera così innaturale, io quasi mi forzi a dirla agli uomini che mi piacciono.

E perché voglia sentirmelo dire.

A voce me lo ha detto solo Ilaria, perché é una tipa molto sentimentale...

Tutti gli altri lo hanno semplicemente dimostrato.

Il 6 sera Gaetano mi manda un sms e mi dice che vuole portarmi a un concerto gratuito...mi passa a prendere alle 20, inizia a guidare e vedo che esce da Roma...gli chiedo dove vuole portarmi, ma non me lo dice...é come una sorpresa, e la cosa mi diverte...arriviamo ad Anagni...mi dice che mi ha sentita triste e voleva tirarmi su... un concerto scoppiettante di gioia...pizzica, balli, musica e arrosticini...Grazie!

Il 7 sera mia zia mi propone un aperitivo a Trastevere...
L' 8 sera passano a cena Sara e Davide...
Il 9 mi chiama Alessia, e usciamo...

Erano mesi che non uscivo con questa frequenza...

Chiedevo distrazione, ed é arrivata, da sola.

Io, con voi, riesco sempre a ritrovare la strada di Casa.

Anche se a voce non ve lo dico mai, vi voglio bene, anzi, vi amo.

Siete sempre stati e sarete sempre, la mia Casa piena.

"La pazza gioia", Paolo Virzì, 2016.
L' Amicizia è il motivo per cui, comunque vadano le cose, si riesce sempre a tornare a Casa.

domenica 6 agosto 2017

giovedì 27 luglio 2017

Oh tu, uomo che hai inventato il cellulare!
Possa nostro Signore fulminarti!

God bless always le cabine telefoniche!