martedì 21 novembre 2017

Lo sento nello spazio grande tra me e te
quanto mi vuoi bene

E' dolce restare al limite e non volersi avvicinare
sappiamo che quello che resta é quello spazio vuoto

e nel fatto di non riempirlo risiede un' eternità rispettosa e discreta

Forse il contrario dell'amore é il possesso
allora son lieta di non possedere nulla
se non i tuoi sguardi delicati e pensosi

che mi portano in mente la purezza di un abbraccio
in un silenzio confidenziale e sicuro, che solo noi ci potremmo permettere
in mezzo a tutto questo frastuono

lunedì 20 novembre 2017

Io la sensazione riposante di sentirmi a casa l'ho provata.
E non è stato a casa mia.
O meglio: fino a quel viaggio di 1 ora e mezza in treno da Roma a Frosinone, avevo sempre considerato la mia casa natale il posto migliore per rifugiarmi e sentirmi al sicuro.
Ma durante quel viaggio ho sentito fortemente che la mia casa non era più quella scatoletta di 4 pareti nel cuore di Roma: era un'enorme casa a vetri fatta di 70 persone che circolavano di giorno e 40 che ci dormivano di notte. Insieme a me.
La Casa è una famiglia, e spesso la famiglia più accogliente, protettiva e amorevole non è legata a te da vincoli di sangue.
Nel mio caso c'era un legame soprannaturale, perché quell'Amore che c'era tra noi era nutrito e accresciuto dalla relazione che tutti cercavamo di avere con l'Amore degli amori in persona.
Ecco perché ora mi manca da morire tutto questo. Un amore così...non umano, ma anche squisitamente umano...
La mia Casa è lì da voi.
Farsi crescere i capelli per insufficienza di fondi
Provate ad andare di moda anche dentro

sabato 28 ottobre 2017

Mi sento migliore solo di chi si sente migliore.
Ma quando mi sento migliore di chi si sente migliore, poi mi sento peggiore.

giovedì 26 ottobre 2017

Weak

Le uniche ore felici in cui si può circolare a Roma sono nella fascia 11/16.
Prima o dopo è un inferno di rumori assordanti, vociare oltre i limiti del decente, aggressività incontenibile, epiteti tristemente coloriti, clacson, gabbiani urlanti, pappagalli verdi e uomini bavosi e sputacchiosi. Dalle 8 alle 10 è già tanto se riesci a trovare 1 posto che ti faccia conservare le tue funzioni vitali (in autobus), e la gente ha (giustamente) delle facce sconsolate come di chi debba andare sulla ghigliottina. Dalle 17 ecco gli "uscitori da lavoro", che fanno a gara a chi arriva prima e a chi spintona più forte il vicino.
E al calar del sole, non importa che ora sia, escono fuori dei veri e propri MOSTRI.
Tutto questo si mischia inesorabilmente, senza potersi fondere, col silenzio delle persone che, coraggiosamente ed eroicamente, cercano di sopportare (non potendo combatterlo) questo clima di terrore.
Questo è ciò che si prova a una fermata qualsiasi effettuata dal 3, nel tragitto che mi porta, alle 20 di sera, dalla stazione trastevere a via labicana.

Mi sento indifesa, fragile, scoperta.
Non so dove guardare per non guardare.
Non so come fare per non sentire questo frastuono, e mi si è anche rotto l'ipod.
Lo so, è solo una massa informe di disperazione, siamo tutti sulla stessa barca, sì...ma sono debole, e non so come fare

giovedì 12 ottobre 2017

venerdì 18 agosto 2017

Donna di molte parole
Mi hai sfiorata appena
E sai già di me
Più di quanto non dovessi
Colpa del voler afferrare tutto
Succhiare dai margini, dicevano
Dai margini della vita.

Tu
4 notti dormite insieme
Nulla
Nulla da non poter dimenticare

In utero
I giorni non vissuti
E lo sperimentare nuove sinergie

In sospeso

Quegli "avremmo"
Che non abbiamo

Mi piace poter credere
che gli embrioni crescano anche senza cibo

Che le rose che devono
Fioriscano

Eppure abituata sono
A tristi rese e nostalgie
Che spezzano il fiato
E tolgono il sorriso
Il mio

Vado sempre fino in fondo
Ma in fondo nessuno mi fa mai veramente arrivare

giovedì 17 agosto 2017

Cuochetto padovano, amico, fratello, e per ultimo amore...mi manchi.
Sei tornato nella mente così, senza motivo.

Ma la mattina, appena sveglia, non sei più tu il mio primo pensiero.

Ti rivedrò?

Post semi-serio di una notte di mezza estate

Ok dai...
Cerchiamo di essere obiettivi.
Ma chi? Ci sono solo io qui e quindi... "cerco di essere obiettiva".

Tu stai fuori.
Io, peggio di te.

Boicottatori sapienti, autosabotatori esperti, distruttori supremi di accennate, timide felicità.

Della felicità non sappiamo che farcene.

Meglio, inquieti, a farci compagnia in silenzio, intontiti davanti a un pallino verde con cornetta bianca disegnata sopra.

Mi vado a prendere qualche mandorla, che fanno bene e ho fame.

Eccomi.
Per dire che?
Che tu stavi per vomitare ed io ti son rimasta accanto.
Forse tu non volevi, ma io pensavo di sì, e son rimasta.

Ma quando io son caduta nell'assillaggine (la malattia degli ansiosi), allora via tutti i "sei speciale"; fuga grossa dei "sei perfetta"; in volo i "non hai niente che non va".

A tesò...io mica c'ho la sveglia al collo!(per citare un parente prossimo)

Tutti sti complimenti non richiesti non valgono un cazzo, come i regali quando non è né Natale né il compleanno.
E pure i miei sdolcinati apprezzamenti, innaturali come lo zucchero nel sugo (che pure qualche coraggioso aggiunge), non sono serviti ad altro che a stancare me quando li dicevo, e anche te, povero tesoro.

Però c'è anche un'altra cosa innaturale qui: piacersi, baciarsi, abbracciarsi (e tutto ciò guardandosi ben dritto negli occhi), scherzare e stare bene, e poi passare in 1 secondo all'altro estremo...sparire.

È come piantare il basilico e appena nasce la prima fogliolina striminzita, sradicare tutta la radice, perché non profumava abbastanza.

Tie'...che cazzo de metafore che me vengono a quest'ora

mercoledì 16 agosto 2017

Un magone tremendo.
Se leggo cosa ho scritto qui il 15 Marzo 2017 mi vengono i bbbbbrividi.
Parlavo (parlava, D'Avenia) di 2 infiniti feriti.
Forse era una premonizione.
Feriti, lo siamo.
Infinito, tu lo sei.
E anche io, penso.

Rivoglio l'anello!
E i tuoi: "Posso chiamarti?"
Non era mai successo per 2 volte di fila...MA.
Ma, sì ...stasera ennesima conferma:
sono inciampata, a 38 anni suonati, nella  fase del "Oh mio Dio, com'è carino quel ragazzo timido lì nell'angolino"

La fase del:"Se è così timido sarà anche tanto carino e gentile"

Sì...credice. 
Però, dai...mo' che lo sai, te prego, credice un po' de meno

martedì 15 agosto 2017

Il medico pietoso fa la piaga dolorosa?
Ma vaffanculo, va'!
Ma in fondo...cos'era che mi è piaciuto di te, se non il fatto di aver capito
che ti piacevo?
Prima di piacerti, tu non mi piacevi affatto.
 Incredibile.
Avevo anche scritto a Sara, dal campeggio:
"A Sa', qua c'è uno che me sa che me batte i pezzi, ma a me non me piace"...

Le ultime parole famose.

Adesso sto cercando di rispolverare, uno per uno, tutti i piccoli motivi per cui non mi piacevi neanche un po' (a parte i capelli).

Minchia, ho l'Alzheimer mi sa.

sabato 12 agosto 2017

12/08/2014

Caro zio, 3 anni fa, a quest'ora, ero in gita sul Monte Rosa con 2 delle tue sorelle...alle 14 circa sei sceso lì sotto, non so perché...lo abbiamo saputo solo la sera...
Mia madre ha preso la macchina e ha guidato tra le lacrime, tutta la notte...

Oggi sono in campagna...chissà perché sono sempre in mezzo alla natura in questo giorno...forse così mi sento più vicina a te...
Sono insieme a tua mamma, a tua sorella, e all'albero dal quale coglievi le ciliegie, anche le più alte, dove adesso non ci arriva più nessuno...
Ti voglio bene zio.

Qui nel verde provo a immaginarti e cerco di stare serena, di avere speranza.

Sento ancora la tua risata, e quella tua voce un po' strana...
Non so cosa dire...
Spero tu stia bene.
Tua nipote.

venerdì 11 agosto 2017

Signora sul treno per Oriolo, rivolta a un'amica: "Oggi ho i coglioni così tanto girati che si vede l'etichetta!"

Credo sia una scrittrice.
Vorrei parlarci, ma devo scendere.

Distrazioni

Mi lamentavo e mi lamento, negli ultimi mesi, perché vorrei uscire tutte le sere (sono disoccupata, quindi, anche se senza bere o mangiare, solo passeggiando come una vecchia in mezzo ai giovani, posso farlo) ma la gente normale e con essa la maggior parte dei miei amici, si é sposata, ha figli, é chiusa in casa tra pappette e pannolini...

Il 5 Agosto ero triste, per motivi, diciamo, sentimentali, o per meglio dire, per una profonda delusione: ero di nuovo, tanto delusa da me.

Avevo bisogno di svagarmi.
Sola a casa, con un brutto silenzio riempito solo dalla musica, la mia amica di sempre...riempitrice di vuoti, dispensatrice di pace e gioia.

Sono iniziati a rispuntare, senza che io li cercassi, gli amici di sempre, come se avessere sentito il richiamo del mio dolore, e fossero istintivamente corsi in mio soccorso...senza sapere, però.

Il 5 sera mi telefona mio cugino e chiede se può passare a cena con Fabio e la sua ragazza polacca, e che avrebbe portato tutto Fabio, e avrebbe anche cucinato...
Comunque, non avrei avuto forza né voglia di farlo...
Così eccoci: io, Davide, Marlene, Fabio e la polacca, a bere vino (io con moderazione) e a mangiare un riso coi gamberetti, speziatissimo,  che manco al ristorante...
Fabio poi ha lavato anche i piatti.

A volte non serve dire "ti voglio bene", anzi, ora che ci penso, io non ho mai detto questa frase, a voce, a NESSUNO dei miei amici, e nemmeno ai miei genitori.

Mi chiedo perché, in maniera così innaturale, io quasi mi forzi a dirla agli uomini che mi piacciono.

E perché voglia sentirmelo dire.

A voce me lo ha detto solo Ilaria, perché é una tipa molto sentimentale...

Tutti gli altri lo hanno semplicemente dimostrato.

Il 6 sera Gaetano mi manda un sms e mi dice che vuole portarmi a un concerto gratuito...mi passa a prendere alle 20, inizia a guidare e vedo che esce da Roma...gli chiedo dove vuole portarmi, ma non me lo dice...é come una sorpresa, e la cosa mi diverte...arriviamo ad Anagni...mi dice che mi ha sentita triste e voleva tirarmi su... un concerto scoppiettante di gioia...pizzica, balli, musica e arrosticini...Grazie!

Il 7 sera mia zia mi propone un aperitivo a Trastevere...
L' 8 sera passano a cena Sara e Davide...
Il 9 mi chiama Alessia, e usciamo...

Erano mesi che non uscivo con questa frequenza...

Chiedevo distrazione, ed é arrivata, da sola.

Io, con voi, riesco sempre a ritrovare la strada di Casa.

Anche se a voce non ve lo dico mai, vi voglio bene, anzi, vi amo.

Siete sempre stati e sarete sempre, la mia Casa piena.

"La pazza gioia", Paolo Virzì, 2016.
L' Amicizia è il motivo per cui, comunque vadano le cose, si riesce sempre a tornare a Casa.